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Paragrafo 2 . La concatenazione delle scienze.

     
Jean-Baptiste Le Rond, detto d'Alembert riconosce che  lo  "spirito
di  sistema" pu essere stato utile e addirittura necessario per la
filosofia,  perch "occorreva - prima di pensare bene - imparare  a
pensare  con  la  propria  testa"(5). Lo "spirito  di  sistema"  in
passato ha assolto al compito di avviare l'umanit "sulla via della
verit"  e di ricondurcela quando da questa via si era allontanata,
ma  quasi  sempre si  dimostrato del tutto incapace di raggiungere
gli obiettivi che si era prefisso(6).
     Va  riconosciuto soprattutto alla filosofia delle  origini  il
merito  di  essersi opposta al sapere mitico e di  avere  insegnato
all'uomo  l'uso della ragione, della propria testa, come  strumento
di  conoscenza;  e  va  riconosciuto anche alla  filosofia  moderna
quello di avere riproposto la centralit della ragione umana contro
un  sapere che, fossilizzato nel dogma, assomigliava molto a quello
del  mito.  Lo "spirito di sistema" si  per dimostrato del  tutto
insufficiente  a  produrre  quella conoscenza  certa  che  pure  si
proponeva  di raggiungere e, nella gran parte dei casi, ha  fornito
solo "frivole congetture"(7).
     Il  limite  dello "spirito di sistema" sta proprio nel  volere
ricondurre  all'unit  la  molteplicit della  natura  individuando
princpi comuni e unici che, pertanto, non possono risultare  altro
che ipotesi e congetture, risposte sostanzialmente metafisiche.
     Solo  delimitando lo spazio di indagine e gli obiettivi  delle
singole  scienze,  solo  sottraendo quest'ultime  alla  pretesa  di
presentarsi  come portatrici di verit universali(8),    possibile
costruire quel villaggio del sapere in cui ciascuna scienza reca il
proprio  contributo  specifico alla  conoscenza  umana.  In  questo
consiste  lo  "spirito  sistematico"  che  -  come  scrive   ancora
d'Alembert - "vuol vedere tutto e non presupporre alcunch"(9).
     
L'Enciclopedia.
     
E' con questo spirito che nasce l'Enciclopedia, l'opera emblematica
dell'illuminismo.  In essa si vogliono racchiudere,  attraverso  un
lavoro collettivo - secondo le competenze specifiche di ciascuno

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dei  collaboratori -, "le conoscenze sparse sulla Terra",  "esporle
ai  contemporanei"  e  "trasmetterle ai posteri  [...]  affinch  i
nostri  nipoti,  diventando pi istruiti,  diventino  nello  stesso
tempo pi virtuosi e pi felici"(10).
     In   queste  poche  parole    sintetizzata  la  funzione  che
l'illuminismo  attribuisce alla filosofia: accanto  alla  "raccolta
delle  conoscenze"  va posta l'esposizione di  tali  conoscenze  ai
contemporanei  e  la loro trasmissione ai posteri per  garantire  a
questi  non  soltanto l'istruzione, ma la virt e la  felicit.  La
filosofia - aveva notato d'Alembert - non deve dimenticare "che suo
compito  principale    quello  di  istruire"(11):  e  nel  termine
enciclopedia,  sebbene  Diderot gli  attribuisca  semplicemente  il
significato  di  "concatenazione delle scienze",    immediatamente
riconoscibile il greco paidea, cio "educazione"(12).
     Il   primo   compito,   quello  della   "raccolta"   e   della
"concatenazione" delle conoscenze, non  un puro e semplice  lavoro
di  compilazione,  basato  su  una divisione  del  lavoro  tra  chi
raccoglie  e chi collega. Questo  quanto  successo in gran  parte
della filosofia, dove "manovali umili e laboriosi
     
     p 283 .
     
     trascorrono  la  vita  a radunare i materiali"  e  "orgogliosi
architetti si affrettano ad adoperarli"(13). I filosofi sono  stati
fino  ad ora gli architetti che, con i materiali prodotti da chi  
in  contatto  diretto e costante con la realt della natura,  hanno
costruito  i grandiosi edifici dei sistemi: "ma il tempo,  fino  ad
oggi,   ha  abbattuto  quasi  tutti  gli  edifici  della  filosofia
razionale"(14).
     La  filosofia  non  pu  essere, per,  neppure  una  semplice
raccolta  empirica  di dati, fatta da "manovali  che  scavano  alla
cieca"  o che collocano il materiale trovato all'interno di  schemi
troppo  rigidi  e  parziali. Diderot fa l'esempio  di  Linneo,  che
colloca  l'uomo  tra  i quadrupedi e non riesce  poi  a  concepirlo
altrimenti che come un animale con quattro piedi(15).
     L'empirismo esclusivamente quantitativo dei classificatori pu
sfociare nel dogmatismo e impedire ogni progresso della conoscenza.
     Allo stesso modo, le conoscenze empiriche degli artigiani,  se
restano   nel  chiuso  delle  loro  botteghe,  praticate   con   la
convinzione  che abbiano raggiunto il massimo grado di  perfezione,
non sono suscettibili di alcuno sviluppo(16).
     Esperienza e ragione devono collaborare(17) in una ricerca  in
cui il lavoro materiale e quello
     
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     del  dtto  interagiscano fra loro: "L'interesse della  verit
richiederebbe che coloro che riflettono si degnassero finalmente di
associarsi  con  coloro  che  si  danno  da  fare"(18),  perch  la
conoscenza  "si  riduce a ritornare dai sensi  alla  riflessione  e
dalla  riflessione  ai  sensi: rientrare in  se  stessi  e  uscirne
continuamente fuori"(19).
     I  risultati  di questo lavoro, al contrario di  quelli  della
ricerca  filosofica - e anche scientifica - tradizionale, usciranno
dal chiuso delle accademie e dei circoli intellettuali, svolgeranno
quella funzione educativa invocata da d'Alembert e saranno utili  a
tutti gli uomini.
     Con  l'Enciclopedia sembra che l'utopia di Francis Bacon abbia
finalmente  trovato  le  gambe su cui  camminare;  agli  occhi  dei
philosophes del Settecento si prospetta in tutta la sua concretezza
la  possibilit  di  realizzare quell'unit fra scienza  e  tecnica
auspicata  dal  filosofo  inglese: non in un'isola  fantastica,  ma
nella  Francia  e  nell'Europa del diciottesimo secolo  sono  state
gettate  le basi per una nuova organizzazione sociale,  in  cui  la
filosofia  non  pi costretta a rincorrere le cose, ma  destinata
a  promuovere  il  progresso. "Le scienze astratte  hanno  occupato
troppo  a  lungo  e  con troppo poco profitto gli spiriti  migliori
[...]  le  parole si sono moltiplicate all'infinito e la conoscenza
delle   cose     rimasta  indietro"(20);  pertanto  -   si   legge
nell'Enciclopedia  -  "invitiamo  gli  artigiani  a   valersi   del
consiglio  dei dtti e a far s che le loro scoperte non scompaiano
con  loro.  Sappiano che non rivelando un segreto utile si  rendono
colpevoli  di  furto verso la societ; e che anteporre  l'interesse
privato  a  quello generale non  meno vile in questo caso  che  in
cento altri casi, nei quali essi non esiterebbero a pronunziarsi in
tal  senso. Se diventeranno comunicativi, si libereranno  di  molti
pregiudizi,  e soprattutto da quello comune a quasi tutti,  e  cio
che la loro arte abbia raggiunto il massimo grado di perfezione. La
scarsa  cultura l'induce spesso ad imputare alla natura delle  cose
un  difetto  che sta invece in loro stessi. Le difficolt  sembrano
loro  insormontabili,  se ignorano i mezzi per  vincerle.  Facciano
esperimenti, cui ciascuno rechi un contributo: l'artigiano  con  il
lavoro  manuale, l'accademico coi suoi lumi e consigli, e il  ricco
con  le spese per il materiale, le fatiche e il tempo; e ben presto
le nostre arti e i nostri manufatti supereranno quelli esteri nella
misura che noi desideriamo"(21).
